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| La tua casella di posta elettronica è intasata di messaggi pubblicitari inutili? |
NIENTE PAURA: OCCORRE METTERE IN AZIONE GLI ANTISPAMMER, GLI ASPIRA POLVERE DEL WEB
Anche lo Stato italiano ha dichiarato guerra agli 'spammers', con D.Lgs. n. 70/2003, ma questo non basterà ad eliminare dalle nostre caselle di posta tutta quella spazzatura.
Per questo anche Calabrisella.it ti suggerisce alcuni metodi per combattere l’irritante fenomeno dello Spamming (= disturbo prodotto da quegli utenti che spediscono messaggi pubblicitari nei newsgroup o nelle caselle di posta elettronica senza il nostro permesso.)
La prima cosa che dobbiamo fare è sicuramente non rispondere alla junk mail che riceviamo. Nelle lettere non sollecitate ci vengono spesso sottolineati i metodi per far rimuovere il nostro indirizzo dalla lista dello spammer. Ma quello del "remove me" è un tranello, perchè una nostra risposta confermerebbe solamente l’attendibilità del nostro recapito.
COME COMBATTERE DIRETTAMENTE
Un metodo molto laborioso ma efficace è quello di imparare a leggere gli header dei messaggi per poi rintracciare gli indirizzi dei server dai quali sono partiti. Per fare questo si utilizzano specifici motori di ricerca di DNS e indirizzi, come ACME address digger, DNS search, Traceroute e infine Whois. Ogni isp dovrebbe rispondere ad almeno uno dei seguenti indirizzi, postmaster@dominio.xxx, root@, and abuse@, dove inoltrare le nostre e-mail indicanti il problema, sperando che il provider prenda seri provvedimenti a riguardo.
COME EVITARE DI RICEVERE SPAM MAIL
Un metodo di prevenzione molto semplice consiste nel non fornire a tutti il nostro indirizzo di e-mail, per minimizzare le probabilità che ne venga fatto un uso non corretto. La fonte principale di indirizzi che compongono le liste utilizzate dagli spammer sono infatti i newsgroup della rete Usenet. Un metodo semplice è quello di "camuffare" il nostro indirizzo, lasciando invariata la parte a sinistra della @, e inserendo a destra chiari riferimenti anti spam (es. calabrisella@NOSPAM.iol.it, o calabrisella@DONTLIKESPAM.iol.it), specificando magari come raggiungerci nella nostra firma elettronica all’interno del messaggio o, se utilizziamo parole non comuni e insensate, dichiarando come interpretare l’indirizzo.
Nel caso in cui all’interno del web ci venga chiesto di fornire il nostro indirizzo a una mailing list o a un determinato sito, potremmo fornire uno dei tanti indirizzi di free e-mail che si appoggiano al web, ad es. Hotmail, e generare un nuovo nome nel caso in cui il primo venga bombardato da posta indesiderata.
E’ bene prestare attenzione anche alle chat line, alle aree IRC, ai siti ftp. Spesso per stabilire delle sessioni ftp occorre inserire un nome utente e una password. Nel primo caso potremo utilizzare il nome "anonymous" e per quanto riguarda la parola d’ordine inseriremo un qualsiasi indirizzo o una qualsiasi parola seguita da @,
COME DIFENDERE LA PROPRIA CASELLA DI POSTA ELETTRONICA
Prima di pensare ad un eventuale pulizia della nostra casella possiamo pensare ad altre soluzioni che ci permettono di eliminare le lettere direttamente sul mail server, senza dover scaricare materiale inutile. Alcuni provider forniscono un servizio di posta basato sullo standard imap4 con il quale, ogni volta che ci si collega, è possibile esaminare lo stato della casella direttamente sul server, potendo così decidere cosa copiare sul nostro disco e cosa eliminare. Per sapere se il proprio provider gestisce o menon questo servizio occorre contattare l’assistenza.
Un altro genere di monitiraggio del server è quello offerto ad es. da Italia On Line di controllare il proprio indirizzo di posta elettronica direttamente da Internet e decidere così cosa cancellare e cosa trasferire al proprio client di e-mail.
Se invece vogliamo intervenire una volta che la posta viene scaricata, possiamo utilizzare diversi programmi anti spam che filtrano automaticamente la nostra corrispondenza non appena ricevuta. Il sito www.tucows.com fornisce numerosi prodotti fra i quali SpammerSlammer, SpamExterminator e SpamKiller. Essi dispongono dinumerosi filtri che analizzano o gli header o l’intero corpo dei messaggi in cerca di migliaia di termini "proibiti".

Il nuovo D.Lgs. n. 70/2003.
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