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MANDATORICCIO Il Comune di Mandatoriccio, posto a 600 metri s.l.m., anticamente faceva parte della Calabria Citeriore, Casale di Pietrapaola ed appartenente al distretto ecclesiastico di Rossano.
Le opere architettoniche di particolare interesse storico-ambientale sono tre: il Castello, la Chiesa di S. Pietro e Paolo e la Torre dell'Arso.
II castello di Mandatoriccio, costruito nel 1400-500, ubicato ovviamente nella zona piu' elevata del paese, vigila su tutto il centro storico. Attualmente è in condizioni di particolare degrado.
La Chiesa di S. Pietro e Paolo realizzata intorno ai primi del 1600, presenta un soffitto ricoperto in legno di noce pregiato, intarsiato e lavorato artigianalmente; un altare maggiore in marmo bianco, nella navata centrale della chiesa.
La Torre (o Castello) dell'Arso, di proprieta' privata, costruito intorno all'anno 1000, è posto all'inizio della valle omonima e rappresenta una delle fortificazioni piu' significative della Calabria.
MENDICINO Deviando dalla strada per Cerisano, si giunge a quella che è ritenuta l'antica Pandosia, nel cui assedio, sul fiume Acheronte (oggi Caronte) Alessandro il Molosso avrebbe perso la vita. In ogni caso il paese vanta origini antichissime, come comprovano vestigia romane. Il territorio, in cui è situata la Chiesa Parrocchiale, vanta un ottima cucina.
MONTALTO UFFUGO
L'"Uffugum" ricordato da Tito Livio, e la cui ampia piazza del mercato - dalla quale si gode una bella veduta sulla valle del Crati - fu teatro nel 1562 dell'orrendo massacro dei Valdesi, sorge a 468 m. e conta 11940 abitanti. Sono interessanti la Chiesa di S.Maria della Serra, dalla incompiuta facciata di gustoso stile barocco, con statua lignea della titolare di stile gotico, e la Chiesa di S.Francesco di Paola dov'è un tradizionale ritratto ritenuto coevo del Santo. Degne di nota, ancora, le altre chiese di S.Domenico, di S.Chiara e di S.Antonio, ove figura una tela, "Madonna in gloria", di Ippolito Borghese. Montalto fu anche sede di un'Accademia (sec. XVIII) e, come curiosità storica, ricordiamo infine che un fatto di sangue colà avvenuto diede al Leon-cavallo, che vi aveva assistito da ragazzo, l'ispirazione per la famosa opera lirica "Pagliacci". Caratteristici sono i festeggiamenti della Madonna delle Grazie (luglio), la processione "la Turba" con la rappresentazione della Passione (28 marzo) e quella del Corpus Domini (2 giugno).
MORANO
Già stazione sulla via Popilia, che collegava Roma con il Sud, Morano (m. 650, ab. 5116), patria di Carlo e Nicola De Cardona, offre diversi motivi d'interesse. Nella Chiesa di S.Bernardino, di architettura durazzesca, ed attualmente in restauro, troviamo un soffitto ligneo carenato, su schema veneto del '500, un grande Crocifisso in legno, la statua del Santo, opera di bottega napoletana del '600, leggio corale del 1536 con stemma dei Sanseverino, e l'eccezionale polittico "Madonna e Santi" di Bartolomeo Vivarini, ora nella
Chiesa della Maddalena. Nella Chiesa dei SS. Pietro e Paolo, in alto nel paese, si trovano statue marmoree di Pietro Bernini, padre del celebre Gian Lorenzo, "S.Lucia" e "S.Caterina di Alessandria", provenienti dal Convento di S.Maria di Colloreto e altre della sua bottega, la croce processionale di argentieri abbruzzesi, una suppellettile lignea del moranese Agostino Fusco, notevoli tele di Pietro Torres, di scuola siciliana, napoletana e romana e infine un artistico organo del '700. Sulla facciata è murata la statua "S.Pietro" del XIV secolo. Nella Chiesa della Maddalena, ritenuta una delle più belle chiese barocche della provincia, troviamo una "Madonna con gli Angeli" del Gagini, tele del Torres, Sarnelli e del Lopez, una statua marmorea della Vergine ed altre sculture della fine del '500, tutte probabilmente provenienti dal Convento di Collereto, inoltre un maestoso organo del 1763. Nelle Scuole Elementari - sede provvisoria - vi è, ancora il "Museo di storia dell'agricoltura e della pastorizia".
MORMANNO
Mormanno risale, quanto meno, ad epoca longobarda. Vi nacque l'illustre architetto ed organaro Giovanni Donadio, detto "il Mormando". Fra le chiese, quella di S.Maria del Colle, su progetto dello stesso Donadio ma ristrutturata in stile barocco nal 1700: vi sono Buone tele di altare di scuola napoletana, croce processionale ed altre argenterie di botteghe napoletane, bei parati coevi ricamati a colori, campanile con statua lapidea del XIV-XV secolo, organo attribuito allo stesso "Mormando". Nel paese vi sono inoltre due Oratori, del Suffragio e di S.Apollonia, affrescati dal locale Genesio Galtieri.
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